Francesca Privitera

Questo è il primo libro di Francesca Privitera. “Sono sicuro che non sarà l’ultimo” (Giuseppe Guarino)

Kate e Francis sono amici da sempre. Insieme sono cresciuti ed insieme si trovano catapultati in una vita di avventure.
La loro storia comincia qui.

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TRATTO DAL LIBRO

CAPITOLO UNO

 Sorpresa

 

Alla fine degli anni settanta a Hopedale, Massachusset, Elizabeth Walken ed Emily Johnson erano due liceali unite da una profonda amicizia.

Un giorno conobbero all’interno di un locale John Fisher e Matt Kyle, due giovani belli e simpatici, amici anch’essi. Dopo un paio d’anni Elizabeth e John ed Emily e Matt si sposarono.

Dopo aver avuto, nel 1987, una figlia, Rose, Elizabeth affrontò un’altra gravidanza, ma questa volta non era sola, poiché anche la sua amica Emily si trovava in stato interessante e proprio lo stesso giorno, il 25 luglio 1990, nacquero Francis Junior Kyle e Kate Elizabeth Fisher.

Entrambi crebbero insieme e ben presto divennero inseparabili.

Avevano molto in comune: lo stesso colore preferito, il blu, adoravano giocare a basket e quando giocavano insieme amavano andare alla casa sul lago, un posto sperduto di Hopedale, dove trascorrevano la maggior parte del loro tempo. Lì vi era un albero al quale un giorno appesero un copertone e si divertirono a dondolare. Ma non osarono entrare mai in quella casa, perché pensavano fosse pericoloso.

Condividevano anche la passione per il ballo hip hop, i gusti televisivi. Amavano molto i film d’azione e di combattimento e per questo decisero insieme di frequentare un corso di karatè e tutto sommato se la cavavano piuttosto bene. Anche il padre di Kate qualche tempo prima lo aveva praticato e per questo non perdeva occasione di elargire qualche perla di saggezza ai due amici. Un giorno spiegò loro una cosa molto importante che restò impressa nelle loro menti: <<ricordate, siate leali con il vostro avversario ed evitate l’orgoglio nelle occasioni banali>>.

Kate e Francis non sono mai stati come gli altri ragazzini, erano diversi da coloro che cercavano di conquistare la popolarità fin da piccoli; per loro questo era un comportamento stupido, diametralmente opposto a quello che era il loro motto di vita: “tutti sono eguali”. Tuttavia, erano dei tipetti svegli che non si facevano mettere i piedi in faccia da nessuno. Infatti, a scuola ne combinavano di tutti i colori. Avevano appena dodici anni quando misero della colla nella sedia del professor Jakins e sua moglie dovette comprargli un paio di pantaloni nuovi, visto che gli rimase solo un grande buco nella parte del sedere con la visuale non molto carino dei suoi boxer. Finirono nell’ufficio del preside che lì punì obbligandoli a lavare i corridoi della scuola tutti i pomeriggi per una settimana. Ma loro non la considerarono una partita chiusa. Tutti nella scuola erano a conoscenza che il preside possedeva una musicassetta (erano gli anni ‘90) a cui teneva tanto, con dentro della musica lirica, che era solito ascoltare alla fine delle giornate, quando non c’era più nessuno. Un giorno Francis e Kate la sottrassero e diffusero la musica in tutta la scuola. Tutti scoppiarono a ridere mentre il preside tentava di acciuffarli ma, entrambi, riuscirono a scappare.

Vittima di un altro scherzo fu Kaitlyn Burton, una ragazzina molto prepotente, una vera e propria strega, che aveva la cattiva abitudine di ridere alle spalle degli altri. Un giorno Kate mise dentro la bottiglia d’acqua di Kaitlyn delle gocce di limone, a cui lei era allergica; le spuntarono così tante bollicine in viso, che non poté presentarsi a scuola per più di due giorni.

Qualche mese dopo aver compiuto nove anni, Francis ebbe una sorella, Karen, di cui inizialmente era geloso, perché i suoi genitori, essendo la nuova arrivata, le davano più attenzioni. Poi, però, le volle bene persino più di mamma e papà.

Francis e Kate erano conosciuti in città per il loro talento musicale. Francis era molto bravo a suonare la chitarra, mentre Kate, oltre a saper suonare il pianoforte, lo strumento che lei più di tutti amava, aveva una voce davvero soave.  Frequentava un corso di canto grazie al quale si esercitava e cresceva artisticamente. Un giorno, però, dovette affrontare un’operazione alle tonsille. Una cosa da niente, difatti si riprese subito; ma quando si rimise a cantare, lo sforzo le procurava dolore, la voce era rauca e non aveva niente a che vedere con il timbro melodico che le apparteneva prima dell’operazione. Kate non riusciva a capire, per questo il chirurgo che l’aveva operata, un certo Collins, dopo averle fatto degli accertamenti, spiegò così la cosa: <<vedete…nella gola di Kate si è formata una placca, ovvero uno strato sottile, che ha rivestito le sue tonsille e ciò le impedisce di cantare, di sforzare la voce. È un evento che accade raramente, non sono come le normali placche della gola, perciò operare sarebbe pericoloso. Dobbiamo sperare che scompaiano naturalmente. Ma per questo potrebbero passare parecchi anni, e non è nemmeno certo>>.

Kate non riusciva a crederci, le sembrava assurdo, e alla fine dovette rinunciare al suo grande sogno. Trascorse delle settimane orribili, nonostante il sostegno di tutti, soprattutto di Francis, che le restò semplicemente accanto. Intanto quest’ultimo tentava di realizzare il suo di sogno, ovvero quello di diventare uno chef: fin da piccolo aveva sempre voluto cucinare e tutti erano pienamente soddisfatti della sua cucina e ciò lo rendeva felice. Tuttavia, la sua felicità lo faceva sentire in colpa nei confronti di Kate, che stava soffrendo terribilmente.

Eppure qualcosa riuscì a distrarla da questo brutto momento, in quanto vi erano le missioni della CIA; Be’ questa è un’altra storia:

La vita di Kate e Francis cambiò quando fecero amicizia con un certo Alex Foreman, un ragazzo più grande di loro di qualche anno. Cominciarono a frequentarlo fin quando non scoprirono che Alex era stato ingaggiato dalla Central Intelligence Agency (CIA) per proporre a Kate e Francis una serie di prove, più che altro di intelligenza, che superarono con successo. Così alla sola età di undici anni entrarono a far parte di questa grande squadra chiamata CIA. Furono inviati, come tanti altri ragazzi, in un campeggio, che in realtà era un campo di addestramento e ne uscirono da veri agenti segreti. La loro prima missione fu quella di occuparsi di un ragazzino, il quale era inserito nel programma “protezione testimoni”, poiché aveva assistito ad un omicidio. Kate e Francis, nell’eseguire questo incarico, si dimostrarono due ottimi agenti e da quel momento gli vennero assegnate una serie di missioni, che compirono insieme ad Alex, il quale, nel frattempo, divenne un loro grande amico.

Qualche tempo dopo, il padre di Francis trovò un’occasione di lavoro a San Francisco e, purtroppo, si dovettero trasferire. Il momento della partenza fu difficile per i loro genitori, che erano vecchi amici, in modo particolare Emily ed Elizabeth che avevano intrapreso insieme un cammino di fede: Ma soprattutto fu devastante per loro due, Francis e Kate, che non avevano nessuna voglia di separarsi! Si promisero di scriversi, anche se dopo pochi mesi persero le tracce l’uno dell’altra.

 

Un anno dopo Kate e la sua famiglia si trasferirono a Boston.

Era il suo primo giorno in una scuola nuova e Kate si sentiva disorientata, ma conobbe Susan e Chloe, due splendide ragazze, che divennero sue amiche e la fecero sentire subito a suo agio. Kate conobbe anche il gruppo delle cheerleaders e sorpresa sorpresa ne faceva parte anche Kaitlyn: se la ritrovò a miglia di distanza, proprio lì dove si era trasferita. Al contrario di Kaitlyn, che andava purtroppo peggiorando, alcune di quelle ragazze erano simpatiche, anche se non facevano altro che parlare di ragazzi. Dicevano continuamente a Kate di trovarsi un ragazzo, di truccarsi e di essere più femminile, come se fossero cose di vitale importanza. A Kate non interessava niente di tutto ciò. Ma era naturalmente bella: di altezza un po’ sopra la media, capelli biondi e stupendi occhi azzurri e fu così che, senza nemmeno volerlo, finì per frequentare un ragazzo, Charlie. La storia, però, durò poco, perché lei si rese subito conto che lui non era assolutamente il suo tipo.

Alex si recava da lei solo per assegnarle le missioni e, scappava via spiegandole sempre di essere impegnato e non lo si poteva biasimare. Susan e Chloe lo conobbero come l’amico di Hopedale, anche lui trasferitosi lì.

Dall’altre parte del continente, invece, Francis non si sentì molto a suo agio nel frequentare il liceo in quanto alla maggior parte, soprattutto ragazzi della sua età, non era molto simpatico ed anche per questo gli mancava Kate ma, ringraziando Dio, se la cavava bene. Era diventato un ragazzo alto, con capelli scuri un po’ cresciuti fino alla base del collo e bellissimi occhi verde chiaro. Dopo un paio di anni riuscì ad ambientarsi pian piano. A San Francisco trovò un lavoro part-time in un locale dove conobbe nuove persone che diventarono suoi amici. Un giorno, all’interno del locale, entrò una ragazza, Jane, entrambi si presero subito a simpatia e dopo un po’ si frequentarono, stavano bene insieme. Oltretutto, Francis trovò un corso di cucina che lo soddisfaceva continuando, così, il suo grande sogno.

Nel frattempo Alex continuava ad essere il supervisore di Francis ad insaputa di Kate, assegnando delle missioni pure al suo amico. Francis gli chiedeva spesso di uscire insieme ma lui dava sempre la stessa spiegazione: lavoro, lavoro, lavoro,  facendole credere che lui abitasse lì.

Quattro anni dopo.

Accanto casa Fisher si trasferì una nuova famiglia, ma a  Kate non importava nulla, in quanto gli ultimi vicini si erano rivelati piuttosto strani e fuori di testa. Il mattino seguente Kate si alzò di buon umore, ma con una strana sensazione a cui non diede molta importanza. Fece colazione da sola perché suo padre era già andato a lavoro, sua sorella si era recata al corso di danza e, stranamente, non trovò sua madre: pensò subito che era andata ad accogliere i nuovi vicini dato che era sua abitudine farlo.

Così Kate scappò subito a scuola, non voleva fare tardi, questo sarebbe stato il suo primo giorno dell’ultimo anno di liceo.

Nel frattempo la signora Fisher, che era andata a bussare alla porta dei vicini, fu stravolta da una piacevolissima sorpresa: non avrebbe mai potuto immaginare di trovarsi davanti la sua migliore amica. Le due si abbracciarono a lungo e parlarono di tutto ciò che era accaduto negli ultimi anni, si erano completamente perse di vista. Fu grande lo stupore anche per i rispettivi mariti, che si incontrarono sulla strada di ritorno dal proprio lavoro. Tutti insieme decisero di non dire nulla ai loro figli per fargli una sorpresa.

Intanto Francis andò a fare un giro, precisamente a Hopedale: si avvicinò alla vecchia casa di Kate e si accorse che era abitata da altre persone; restò qualche secondo in auto, si chiese dove fosse finita la sua cara amica, poi quando si sentì salire dalla nostalgia, mise in moto la macchina e tornò a casa ignaro di quello che sapevano i suoi.

Si fece sera e Kate liquidò i suoi genitori dicendo: <<Sto uscendo con Chloe e Susan, non farò tardi>> ma questa era l’ennesima bugia che era costretta a raccontargli per coprire la sua seconda identità di spia. La missione che stava seguendo Kate riguardava uno spacciatore d’armi: doveva recarsi, insieme ad Alex, in un edificio abbandonato fingendo di essere un’acquirente e, quindi, trattare con questi criminali. Non era un caso se Alex aveva assegnato la stessa missione a Francis e Kate, che ignari del tutto si ritrovarono a combattere  l’una accanto all’altro. Tutto avvenne molto velocemente: una moto nera, sfondando improvvisamente il vetro dell’edificio, si catapultò sopra due di quei criminali. Gli altri, nel frattempo, tirano fuori le armi per difendersi.

Mentre Kate rispondeva al fuoco e iniziò a combattere, cercò di capire chi fosse quel tipo, che lottava al suo fianco: lui la riconobbe e a Kate le era familiare il modo in cui combatteva.

Poi d’un tratto la misteriosa spia si tolse il casco e per Kate fu tutto più chiaro: non riusciva a crederci, era Francis, che gridò:

<<Kate!>>.

<<Oh mio Dio! Francis!>> Gridò altrettanto Kate.

Entrambi tentarono di raggiungersi, ma erano troppo impegnati a combattere contro quegli avanzi di galera. Così lottarono insieme come ai vecchi tempi e riuscirono a farli arrendere. Non appena tutto fu finito, vennero i soccorsi che li portarono via, Kate e Francis si girarono e corsero l’uno verso l’altra abbracciandosi e stringendosi forte.

Kate con il viso sommerso nelle sue spalle disse: <<Non ci posso credere sei proprio tu, grazie a Dio! Non sai quanto mi sei mancato>>

Lui rispose: <<Lo so invece perché è esattamente quanto mi sei mancata tu!>>

Lei sollevò il viso, lo guardò e sorrisero.

L’indomani Francis si svegliò di scatto, temeva che l’aver visto Kate fosse soltanto un sogno, così scese velocemente in soggiorno e vide i suoi genitori e sua sorella che lo fissavano e gli sorridevano.

Sua madre disse: <<Tesoro! Abbiamo una sorpresa per te>>

Lo presero per mano e lo portarono fuori dove lo attendeva Kate, alla quale era parsa la stessa scena quella mattina. Le due famiglie gridarono: <<Sorpresa!>>

<<Francis che bello, ciao!>>

Finse contenta Kate.

<<Ehi Kate, ciao!>>

Finse altrettanto Francis.

Tutti trascorsero l’intera giornata insieme, fino a quando Francis e Kate non decisero di uscire per fare una passeggiata.

Kate sentiva lo sguardo di Francis fisso sul suo viso, così, un po’ imbarazzata, gli chiese:

<<Perché mi guardi così?>>

<<Niente, sei diversa.>> Rispose lui.

<<In che senso?>>

<<In senso positivo>>

<<Cos’era un complimento?>> Chiese Kate sorridendo.

<<Si!>>

<<Allora! Che mi racconti di San Francisco?>>

<<Ieri sono andato a Hopedale per cercarti, ma non ti ho trovata. Da quando ti sei trasferita a Boston?>>

Disse Francis eludendo la domanda di Kate.

<<Non hai risposto alla mia domanda Francis!>>

<<Quale domanda?>>

Francis cercava di fare il vago, ma Kate lo conosceva fin troppo bene.

<<Tu stai evitando il discorso>>

<<Ma no! Che dici?>>

<<Andiamo!>>

Kate lo fissò.

<<Può darsi! È solo che non mi va molto di parlare di San Francisco, tutto qua!>>

Kate lo guardò meglio e disse<<Aspetta un momento…ho capito! C’entra una ragazza giusto?>>

<<Accidenti è così evidente?>>

<<Be’ si! lo hai praticamente scritto in fronte.>>

Disse Kate.

E Francis fece un piccolo sorriso.

<<Cos’era quello? Un sorriso? Comunque se non vuoi parlarne, fa niente, non me la prendo!>>

Disse Kate comprensiva.

<<In realtà sono stato io a mollarla!>>

Rispose Francis che stava iniziando ad aprirsi.

<<Perché?>>

Kate si era incuriosita.

<<Be’ forse perché se la faceva con tutti, l’ho scoperta a letto con un altro!>>

<<Oh Francis, mi dispiace!>>

<<Eh si! Comunque all’inizio è stato difficile ambientarmi in una nuova città ma alla fine ho conosciuto persone simpatiche! Per esempio c’erano dei ragazzi che nel weekend si riunivano per giocare a basket e…>>

<<…E immagino che tu ti sia unito a loro!>>

Disse Kate impaziente e vogliosa di sapere cosa il suo amico avesse fatto per tutto quel tempo.

<<Già!>>

Confermò Francis.

<<E riguardo al famoso corso di cucina di cui parlavamo?>>

<<Prima di partire vuoi dire, prima che i miei genitori mi strappassero dai miei amici?>>

<<Adesso non essere drammatico e comunque stai cambiando di nuovo discorso!>>

<<Okay, okay non è andata molto bene, ne ho frequentato uno ma sono stato bocciato. Ho sbagliato il dessert. È venuto un mezzo disastro che sapeva lontanamente di panna e cacao.>>

Disse Francis ridendo amaramente.

<<Come il dessert? Proprio il tuo pezzo forte!>>

Kate era incredula.

<<Eh già! Non mi andava di ripetere tutto da capo e così ho lasciato perdere.>>

<<Cosa? Ma sei impazzito! Perché hai mollato così presto? Accade il primo imprevisto e tu che fai? Ti tiri indietro?>>

<<Non me la sentivo di continuare dopo l’insuccesso!>>

Disse Francis accigliato.

<<Sai? Mi deludi, il Francis che conoscevo io non avrebbe mai mollato. Dov’è finito il tuo sogno adesso?>>

Kate non capiva.

<<Da qualche parte nel cassetto?>>

<<Francis! Quando cucinavi vedevo la passione nei tuoi occhi! Ed è lì che mi sono resa conto che sarei riuscita ad andare avanti! Perché se il mio migliore amico poteva essere felice, anch’io potevo esserlo!>>

Francis sorpreso disse: <<Io non pensavo che ci tenessi così tanto!>>

<<Be’, si! Proprio perché tengo molto a te, ti dico che ti stai comportando da stupido! Non rinunciare al tuo sogno tu che hai ancora la possibilità di realizzarlo. Se potessi cantare, non sarebbe un provino andato male o una stonatura durante uno spettacolo a farmi mollare. Ma io non posso! Francis, tu puoi ancora lottare per quello che vuoi, non essere ingrato per questa possibilità che Dio ti ha dato.>>

Francis rimase davvero stupito.

<<Wow! Hai colpito e affondato, ma vedi? Per me…>>

<<So che per te è difficile riprendere da capo ma almeno promettimi di rifletterci.>>

<<Okay, te lo prometto. Ma ora passiamo a te, come mai ti lascio a Hopedale e ti trovo a Boston?>>

Disse Francis voglioso quanto Kate di sapere delle svolte avvenute, in sua assenza, nella vita della sua cara amica.

<<Bella domanda! Dopo che te ne sei andato mi sentivo triste e sola. Certe notti non riuscivo a dormire perché sapevo che l’indomani non ti avrei rivisto e non avremo giocato a basket o combinato qualche guaio a scuola.>>

Disse Kate con tono triste.

<<Già!>>

Kate gli sorrise

<<Poi i nostri ex vicini iniziarono a tormentarmi, ad esempio la signora Stevens veniva a portarmi dolci di ogni genere e la signora Parker continuava a dirmi che mi sarei trovata un nuovo amico! Insomma nessuno lì, si faceva gli affari suoi, non sopportavo più quel posto e neanche i miei genitori, così ci trasferimmo a Boston.>>

<<Immagino quanto deve essere stato difficile per te.>>

Disse Francis.

<<Si, ma ora siamo qui e sicuramente non vedrai l’ora di rivedere Alex.>>

<<E perché mai? Alex è sempre stato con me.>>

<<Ma cosa dici? Non è possibile è sempre stato qui con me.>>

Entrambi si guardarono sospettosi e compresero che Alex aveva loro mentito frequentando entrambi senza avvertirli.

Improvvisamente il cercapersone di entrambi cominciò ad impazzire: era l’Agenzia. Così si diressero alla CIA, poiché avevano ricevuto l’ordine di recarsi immediatamente in centrale. Quando entrarono non videro nessuno, ma non appena aprirono la porta secondaria all’improvviso partì un fragoroso applauso per la missione che avevano concluso insieme. I due amici si misero a ridere. Vi fu anche un ben tornato in squadra, visto che  Francis ritrovò lì dei vecchi compagni del campo di addestramento. C’era Jake Ryan, chiamato il genio informatico, che molti prendevano in giro al campeggio, a causa del fatto che stava sempre rintanato a lavorare al suo computer, la sua passione. E se non era al suo stava a quello di qualcun altro. Si erano persi di vista una volta finito l’addestramento. Solo qualche anno fa era stato trasferito a Boston, dove Francis lo rivide. Gli fece molto piacere.

Alex si avvicinò e i loro volti si mutarono non in modo positivo quando l’amico disse: <<Sorpresa! Allora non mi ringraziate?>>

Il loro sguardo divenne torvo e Kate disse: <<Ringraziarti? Di cosa? Ci hai mentito per tutto questo tempo Alex.>>

<<Come hai potuto!>>

Lo incalzò Francis.

<<Tutte quelle volte che hai rifiutato i miei inviti, in realtà non dovevi affatto lavorare, ma soltanto volare a Boston da Kate…>>.

<<E viceversa a quanto pare, Alex ti rendi conto?>>

Ed Alex preso alla sprovvista rispose: <<D’accordo, capisco che siate un po’ arrabbiati, ma l’ho fatto per il vostro bene>>

<<Per il nostro bene ma sentilo! Kate ti senti bene ora?>>

Disse Francis senza lasciarlo finire.

<<No! Non mi sento per niente bene e tu Francis?>>rispose Kate sempre più infastidita.

<<Nemmeno io. Missione fallita agente Foreman.>>

Disse Francis in tono sarcastico.

<<Okay calmatevi! Io non avevo nessuna intenzione di mentirvi, almeno non per tutto questo tempo. Lasciatemi soltanto spiegare okay?>>

Cercò di giustificarsi Alex.

<<D’accordo>>

Dissero in coro entrambi.

<<Francis! Avevo in mente di fare in modo che tuo padre trovasse un lavoro migliore qui a Boston e quando si presentò l’occasione gliene parlai personalmente, ma lui, inizialmente non accettò. Poi gli dissi che avrebbe rivisto il suo amico John e famiglia e lo pregai di non dirti nulla perché lo avrei fatto io.>>

<<Davvero? È la verità?>>

Gli chiese Francis un po’ sospettoso.

<<Si! È la verità credetemi! Bene avete visto alla fine tutto si risolve sempre per il meglio. Be’! Io vado!>>

Alex cercò di divincolarsi.

Ma Kate spingendolo nella sedia disse: <<Dove credi di andare pensi di cavartela così?>>

<<Dopotutto ci hai mentito per ben quattro anni.>>

Disse Francis in tono minaccioso.

<<Potremmo sempre appenderlo sopra il palo qui fuori, che ne dice agente Kyle?>>

Kate era ironica adesso.

<<Buona idea agente Fisher!>>

Francis le reggeva il gioco, sorridendo.

Ed Alex: <<Andiamo ragazzi, non direte sul serio?>>

Tutti e due scoppiarono a ridere e Kate disse: <<Credo che possiamo chiudere un occhio per questa volta, oltretutto l’ha fatto per la nostra amicizia>>

<<Okay, perdonato! Ma che non accada più che tu ci menta sulle cose importanti Alex>>

Gli consigliò Francis seriamente.

<<Promesso!>>

Rispose Alex, mentre alzava la mano destra e poggiava quella sinistra sul cuore come una promessa solenne.

<<Alex vedi che non devi andare a testimoniare in tribunale!>>

Disse Kate ironicamente e tutti e tre si misero a ridere di cuore.

Dopo di ciò Francis e Kate si ritirarono e, prima di rientrare nelle loro rispettive case, si diedero la buonanotte: <<Bene! Bella giornata no?>>

Disse Francis.

<<È proprio da Alex fare queste cose.>>

Rispose Kate ripensando a quel pomeriggio.

<<Sennò non sarebbe l’Alex Foreman che conosciamo!>>

<<Si è vero!>>

Francis sbadigliando disse: <<Sono stanchissimo, penso che crollerò una volta che mi sarò messo a letto.>>

<<Anch’io sono stanca morta!>>

Disse Kate stiracchiandosi le braccia.

<<Comunque sono felicissimo di averti ritrovata.>>

Le disse Francis in tono serio.

<<Ed io sono felicissima di aver ritrovato te! Ti voglio bene Francis! Buonanotte!>>

Rispose Kate dolcemente.

Si abbracciarono e Francis le sussurrò all’orecchio: <<Anch’io ti voglio bene. Buonanotte, a domani!>>

<<Okay! E non fare tardi che domani c’è scuola.>>

Disse Kate facendogli una predica scherzosa.

<<Ah! È domani?>>

Rispose lui con sarcasmo. Poi si sorrisero ed entrarono nelle loro case.

 

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“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito … perché la lettura è un’immortalità all’indietro” (Umberto Eco)