Federica Claudia Trobia

Federica è nata nel 1992 a Catania, dove vive e scrive.

RACCONTI

La mia vita

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Dal libro: il capitolo 3, un flashback

<<April sbrigati o faremo tardi!>>

Mia mamma è spazientita. Lo sento dal tono e dal volume della sua voce.

<<Hai visto le mie scarpe rosse?>> Chiedo in preda al panico. Adoro quelle scarpe. Sono un regalo di Eric. Guai a chi me le tocca.

<<Saranno al solito posto April, chiuse nella scatola, sotto al tuo letto.>>

Seguo il suggerimento di mia madre, e trovo la scatola delle mie scarpette proprio sotto al letto. La tiro fuori e la apro…è vuota! Lancio un urlo disperato:  <<Mammaaaaaa!>>

<<Cos’è successo?>> È preoccupata.

<<La scatola è vuota. Le scarpe non ci sono!>>

<<Hai guardato bene?>>

Le mostro la scatola desolatamente vuota.

<<Le avrai lasciate in giro per casa. Vieni, andiamo a cercarle insieme!>>

Scendiamo al piano di sotto e chiediamo aiuto a mio padre, intento a leggere il giornale, con gli occhiali poggiati sul naso. È cosi buffo!

<<Papà, hai per caso visto le mie scarpe rosse?>> Dico speranzosa.

Distoglie lo sguardo dal giornale e toglie gli occhiali.<<No, tesoro mio. Non ho proprio idea di dove possano essersi cacciate.>>

Mi rattristo sentendo la risposta di mio padre.

<<Però>> aggiunge <<Mr. Smith, mi ha detto di averle viste passare per il giardino e fermarsi sull’altalena che ti piace tanto.>> Dice con tono allegro.

Mr. Smith è il coniglietto di peluche regalatomi da mio padre per il mio quinto compleanno, esattamente cinque anni fa. In assoluto il mio preferito.

<<Ma papà, le scarpe non si spostano da sole.>> Dico con tono da saputella.

<<Ma a te non costa nulla andare di là a vedere.>>

Mia mamma mi incoraggia ad andare. Obbedisco e mi dirigo fuori. Apro la veranda e mi ritrovo, in giardino. Vedo addobbi sparsi dappertutto. Fiocchi rosa e palloncini colorati. Tavoli pieni di dolci, bibite e patatine. All’improvviso…

<<Sorpresaaaa!>> Gridano in coro, un gruppo di persone che si avvicinano e mi abbracciano.

Mio padre, che mi aveva seguito in giardino insieme a mia madre, mi prende in braccio e mi bacia con una dolcezza infinita. <<Piaciuta la sorpresa tesoro?>> Dice con quel suo sorriso in faccia che adoro!

<<Papà non me l’aspettavo proprio, grazie!>> Lo abbraccio. Rivolgo lo sguardo verso mia madre e le sorrido! Lei si avvicina e mi bacia.

<<Adesso vai a ringraziare tutti, amore.>> Dice mia madre contenta.

Mio padre mi mette giù, e io vado ad abbracciare tutti gli amici che sono venuti a festeggiare il compleanno con me!

Faccio in fretta a salutare tutti, mentre cerco con lo sguardo la persona che mi interessa di più: Eric.

Questa gente è davvero molto simpatica e gentile, sono tutti amici di vecchia data dei miei genitori.

<<Ecco i Peterson.>> Esclamo! <<Sono molto contenta di vedervi.>>

<<Ciao April, tantissimi auguri. Stai diventando proprio una bella signorina.>> Dice Tom, sempre così gentile e affabile.

<<Grazie Mr. Peterson.>> Dico, ed arrossisco.

<<Chiamami Tom, tesoro.>> Dice sicuro di sé. <<Rose, dove è andato a finire Eric?>> prosegue <<Non ha ancora fatto gli auguri ad April. Questo è proprio imperdonabile da parte sua!>>

<<A dire il vero Tom, l’ho perso di vista, in preda alla foga di urlare per la sorpresa fatta ad April. Sarà in giro da qualche parte, lascialo tranquillo.>>

<<Mr. Peterson…Tom>> mi correggo imbarazzata <<vado a cercarlo io.>> dico con tono determinato. <<Scusatemi.>> Scappo via alla ricerca, quasi disperata, di Eric.

Cerco in tutto il giardino ma non lo trovo. Decido quindi di provare in casa. Entro in cucina e trovo mia nonna Belle seduta, intenta a confezionare un pacchetto.

<<Nonna, ciao! Cosa ci fai qui da sola? Perché non sei fuori a goderti la festa?>>

<<April, nipotina mia, fatti abbracciare prima di tutto, c’è tempo per rispondere alle domande!>> Dice alzandosi dalla sedia e venendo verso di me. <<Auguri angelo mio!>>

Mi stringe forte, in una stretta calda e piena d’amore. Io ricambio l’abbraccio con altrettanta affettuosità, mettendomi sulle punte per poterla baciare sulla fronte.

<<Tesoro di nonna, stavo per finire di incartare il tuo regalo, per questo non mi hai trovata fuori in giardino con gli altri, mi dispiace non aver potuto gridare con gli altri : “sorpresaaa”.>> Il suo tono di voce è triste.

Mi fa male vederla così, perciò le sollevo subito il morale dicendo: <<Nonna, è stato meglio, così ho potuto avere i migliori auguri, quelli fatti da te, una delle persone che amo di più! Fatti a me da sola, senza nessuno vicino>> Le ritorna subito il sorriso. <<Nonna, hai visto Eric?>>

<<Ehm, in realtà si, ma non dovrei dirtelo… perciò appena lo trovi non dirgli che te l’ho detto!>>

<<Cosa sta escogitando?>> Dico con molta curiosità!

<<Questo non so dirtelo, però posso dirti che si trova in camera tua e ti sta aspettando!>>

<<In camera mia? Sa che non deve entrarci senza il mio permesso! Giuro che se ha toccato le mie cose…>> mi interrompe mia nonna dicendo: <<Stai calma, Rambo! Vai sopra da lui, vedrai che troverai una bella sorpresa!>>

Decido di dare ascolto a mia nonna. Salgo le scale, pensierosa, non sapendo cosa aspettarmi. Faccio un respiro profondo prima di aprire la porta della mia cameretta.

Spingo timidamente affacciandomi per vedere. Lo trovo seduto sul mio letto, con lo sguardo quasi preoccupato dipinto sul volto, suo, meraviglioso.

<<Eric?!>> Dico, con un filo di voce.

Alza la testa, e mi vede. Sono ancora sulla soglia della porta semi socchiusa, come per non voler invadere i suoi pensieri.

Mi fissa con quei suoi occhioni dolci. Io non riesco a pronunciare più niente.

<<April, devo darti il permesso per entrare?! Ti ricordo che è camera tua.>> Dice confuso, ma anche divertito.

<<Ehm, no! In teoria non dovresti essere qui. Sono venuta a cercarti. Sai benissimo che non ti è permesso entrare in camera mia, da solo!>> Dico incrociando le braccia sul petto.

<<Va bene, hai ragione tu! Me lo hai ripetuto tante volte. Ma questa volta è per una giusta causa. Non è per rubarti i compiti e copiarli, lo giuro!>> Dice, ridendo di gusto.

Lo guardo male.

<<Dai vieni, siediti accanto a me!>> Continua ridendo.

Lo raggiungo. Ci sediamo insieme, uno accanto all’altro.

Il mio battito accelera quando la sua mano tocca la mia. È un tocco delicato, che mi infonde dolcezza e calore, un formicolio mi pervade lo stomaco. Essere innamorati è davvero fantastico!

<<April.>> Il suo tono di voce diventa improvvisamente serio. <<Ho pensato molto a quale regalo poterti fare per il tuo compleanno. Pensavo e ripensavo a cosa ti avrebbe resa davvero felice. Ad un certo punto, però, ho pensato che stavo sbagliando tutto! Non dovevo cercarti un regalo che avesse solo un significato materiale di per sé! Volevo un regalo che andasse bene sia per te, che per me. Non è un pensiero egoista il mio, April, devi credermi.>>

<<Eric so che sei molto egoista, a volte, ma ti credo, hai suscitato in me, molta curiosità. Continua!>>

<<Grazie April!>> Accenna un mezzo sorriso, mordendosi il labbro. <<Perciò eccoti il tuo regalo!>> Tira fuori dalla tasca dei pantaloni un piccolo pacchettino con in cima un fiocco rosso abbastanza stropicciato per via dei jeans stretti. Me lo porge con timidezza, ma tenendo lo sguardo fisso su di me. Tendo la mano e afferro il pacchetto. Cerco nel suo sguardo un segno di approvazione per poter aprire il regalo, anche se questo vuol dire strappare il delizioso fiocco. Una volta liberato il pacco dalla stretta del nastro, svelo il contenuto. Un bellissimo ciondolo a “INFINITO”. Non dico una parola.

<<Allora, ti piace?>> Dice con tono ansioso e preoccupato.

<<Eric è stupendo!>> Dico con le lacrime agli occhi. <<Potresti?>>

<<Ma certo!>>

Si avvicina, afferra le mie mani e mi guarda dritto negli occhi, serio, come non ha fatto mai, come fanno i grandi quando dicono cose importanti.

<<April, spero ti sia piaciuto davvero! Ho deciso di regalarti proprio questa collana per farti capire che il nostro legame è davvero speciale. Voglio che tu sappia che per te io ci sarò sempre .. sempre. Il nostro legame è Infinito. Ti voglio bene, April!>>

Scosta i miei capelli e mi aiuta ad indossare il ciondolo.

<<Eric grazie infinite!>> Dico piangendo.

<<Era una battuta?!>> Dice sorridendo.

<<No, stupido!>> Rido insieme a lui!

Il nostro rapporto è davvero “infinito”. Un legame così forte non può essere distrutto. È vero, non sappiamo cosa ci riserverà il futuro, ma se saremo insieme sarà sicuramente un futuro felice.

 

 

“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito … perché la lettura è un’immortalità all’indietro” (Umberto Eco)